Talált 50 Eredmények: Betlemme

  • Così morì Rachele e fu sepolta lungo la strada verso Efrata, cioè Betlemme. (Genesi 35, 19)

  • Quanto a me, mentre io arrivavo da Paddan, Rachele mi morì nella terra di Canaan, durante il viaggio, quando mancava ancora un tratto di strada per arrivare ad Efrata, e l'ho sepolta là, lungo la strada di Efrata, che è Betlemme". (Genesi 48, 7)

  • Maarat, Bet-Anot ed Eltekon: sei città e i loro villaggi. Tekoa, Efrata, cioè Betlemme, Peor, Etam, Culon, Tatam, Sores, Carem, Gallim, Beter, Manach: undici città e i loro villaggi. (Giosuè 15, 59)

  • Esso includeva inoltre: Kattat, Naalol, Simron, Ideala e Betlemme: dodici città e i loro villaggi. (Giosuè 19, 15)

  • Dopo di lui fu giudice in Israele Ibsan di Betlemme, (Giudici 12, 8)

  • Quando Ibsan morì, fu sepolto in Betlemme. (Giudici 12, 10)

  • C'era allora un giovane della tribù di Giuda, della città di Betlemme della stessa tribù, che era levita e abitava in quella città come straniero. (Giudici 17, 7)

  • Quest'uomo, un giorno, si mosse dalla città di Betlemme di Giuda per cercare un altro luogo qualsiasi in cui stabilirsi. Giunse così, cammin facendo, fino alla montagna di Efraim, proprio alla casa di Mica. (Giudici 17, 8)

  • Mica gli domandò di dove veniva ed egli rispose: "Sono un levita di Betlemme di Giuda e vado cercando un luogo qualsiasi in cui stabilirmi". (Giudici 17, 9)

  • A quei tempi non c'era re in Israele. C'era un levita che abitava come straniero nella parte più settentrionale della montagna di Efraim, il quale aveva sposato, come concubina, una donna di Betlemme di Giuda. (Giudici 19, 1)

  • Questa una volta commise un'infedeltà contro suo marito; perciò lo abbandonò per tornare alla casa paterna in Betlemme di Giuda, dove restò quattro mesi. (Giudici 19, 2)

  • Gli rispose il levita: "Siamo in viaggio da Betlemme di Giuda verso l'estremo nord della montagna di Efraim. Io sono di là: sono stato a Betlemme di Giuda e ora sto tornando a casa. Non c'è nessuno che mi ospiti in casa sua, (Giudici 19, 18)


“É doce o viver e o penar para trazer benefícios aos irmãos e para tantas almas que, vertiginosamente, desejam se justificar no mal, a despeito do Bem Supremo.” São Padre Pio de Pietrelcina